lunedì 20 febbraio 2012

LATERALE




particolare di dipinto
eseguito con la tecnica dell'affresco
su supporto mobile, 2001


L'Affresco è l'unica tecnica che crea un'unione indissolubile tra supporto e ductus pittorico. 
E' come un tatuaggio fissato tra i pori della malta, dove il legante dei pigmenti è lo stesso che tiene insieme l'intonaco di supporto, cioè la calce.
Per questo si dipinge "a fresco", sull'intonaco appena steso ed ancora bagnato, perchè il colore in polvere, stemperato solo in acqua, penetri nella sabbia impastata con la calce spenta, la cui superficie verrà sigillata da cristalli di carbonio con il processo di carbonatazione innescato con l'essiccazione.

Tutto questo richiede sicuramente sensibilità e leggerezza nelle prime fasi di intervento pittorico, decisione e velocità quando finalmente l'intonaco inizia a compattarsi con la graduale essiccazione della superficie, così da permette il lavoro di chiusura con pennellate a corpo e velature.



sabato 11 febbraio 2012

Febbrrrrrrrrr.... 2012








Un mio piccolo omaggio alle nevicate di questi giorni.

Quella di ieri sera ad esempio era piena di magia e, pur non essendo una gran fotografa, credo di averne catturata un po' in questi scatti....
...sto lavorando molto a casa, in mezzo a colori ad olio, filati vari e progetti per nuove mostre e concorsi...

Neve e ancora neve, che tutto ha rallentato, ma che stimola a quanto pare anche la mia fantasia



domenica 5 febbraio 2012

MANICOTTO, lana cornigliese





Manicotto in lana di pecora cornigliese


Il filato mi é stato spedito a casa dall'Associazione Arcadia di Parma, gratuitamente, lavorata a maglia intrecciata, con foderatura interna di pelliccia ecologica bianca e rifinita con un piccolo nastro in velluto
...finito proprio in questi giorni di neve!

Partecipo così ad un'iniziativa promossa dall'Associazione, con il contributo Fondazione Cariparma, la Provincia e l'Assessorato all'Agricoltura, a salvaguardia di una pecora di grande mole, autoctona del Corniglio, Alto Appennino Parmense, ottenuta dai Borboni a metà del Settecento con l'incrocio tra pecore locali, Merinos e Arieti Bergamaschi, e che da una lana con alto tenore di Cisteina e Cistina, quindi con buone qualità tessili, di infeltrimento e tintura.

Venuta a mancare la filiera di produzione questa lana viene ora smaltita con alti costi o peggio gettata in discariche abusive!
Fino ad ora hanno aderito 180 persone da tutto il mondo, dall'Italia al Canada e all'Argentina, pronte a creare un manufatto con questa lana e a donarlo all'Associazione, che diventerà custode di una mostra itinerante, con possibilità di affitto da parte di comuni o associazioni richiedenti, per sensibilizzare e creare (speriamo!!) una piccola filiera artigiana, che salvaguardi la specie!

E' un pezzo di storia e un materiale ecosostenibile e riciclabile! 
Anche il colore naturale é un vero spettacolo!




anche in still life, versione stagionale.... ;)